I primi tre mesi di vita: un essere umano in miniatura

 

 

I miei primi tre mesi di vita nell’utero della mamma sono importantissimi, anche se misuro solo qualche centimetro. Infatti in questo periodo si sviluppano tutti gli organi fondamentali ben differenziati. A meno di tre mesi dal concepimento, la forma del corpo si completa.

 

Già poche ore dopo il concepimento io traboccavo di vitalità: da embrione a 1 cellula (zigote) sono diventato embrione a 2 cellule, poi a 4, 8, 16 e così via…

 

Questo processo si chiama differenziazione: le mie cellule, guidate dal DNA, si moltiplicano vertiginosamente, e tutte hanno lo stesso patrimonio genetico.

 

Io ho “avvertito” immediatamente la mamma della mia presenza e quindi dei miei bisogni, emettendo dei segnali attraverso dei messaggeri biochimici (gli ormoni). E lei, sia pure inconsapevolmente, mi risponde mantenendo accogliente la “casa” (l’utero) che mi ospiterà durante lo sviluppo.

 

Nei primi giorni io… viaggio! E cioè scendo dal canale della tuba e vado verso la mia prima casa, l’utero.

 

La mamma non sa ancora che io ci sono e già e “cerco casa”, ma il suo corpo, comunque, mi accoglie e provvede a darmi cibo e rifugio, secondo la meravigliosa natura materna!

 

Anche il papà non sa che io ci sono già e sto cercando casa… Eppure mi offre già una casa nel suo cuore, con il suo desiderio di diventare padre. Un cuore grande capace di ospitare non solo me, ma anche la mamma e i miei fratellini. […]